Mercoledì 9 ottobre: la preghiera umile del cuore.

La preghiera, soprattutto quella comunitaria della liturgia, è autentica quando è libera dall’ira che incombe sul cuore di chi ogni giorno lavora e si dà da fare e quando si esprime con misura, evitando protagonismi ed esteriorità. La preghiera, che misura gesti e delle parole umane nell’esprimersi, è lo strumento che permette a Dio di parlare e ci salva dal rischio di mettere noi stessi al suo posto.

PAROLA (1 Tm 2, 8-15)

Carissimo, voglio che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani pure, senza collera e senza polemiche. Allo stesso modo le donne, vestite decorosamente, si adornino con pudore e riservatezza, non con trecce e ornamenti d’oro, perle o vesti sontuose, ma, come conviene a donne che onorano Dio, con opere buone. La donna impari in silenzio, in piena sottomissione. Non permetto alla donna di insegnare né di dominare sull’uomo; rimanga piuttosto in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non Adamo fu ingannato, ma chi si rese colpevole di trasgressione fu la donna, che si lasciò sedurre. Ora lei sarà salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con saggezza.

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